Che dire, tre giorni in buona compagnia, si ....la gara...... è bella....., emozionante, ma la compagnia, ragazzi che divertimento, che risate, dal momento della partenza sino all'arrivo ad Amsterdam, con Antonio che dorme ovunque poggi il sedere, abbiamo le prove! fotografie compromettenti, quasi scivola dalla poltroncina, è spettacolare vederlo dormire in quella posizione, beato lui! incurante di tutto quello che ruota intorno, abbiamo due ore di attesa per la partenza verso Amsterdam, ma passano veloci tra racconti e ricordi, alle ore 19.30 siamo all'aeroporto, Tonino si prende cura delle signore (lui è arrivato in macchina dal Belgio) noi maschietti prendiamo l'autobus che ci porterà in albergo, chiedere informazioni è uno spasso l'unico che mastica inglese è Mariano, siamo nelle sue mani, coloro che parlano e comprendono l'inglese Diana e Monica sono andate con Tonino, speriamo bene! arrivati in albergo dopo il solito rituale delle registrazioni ci avviamo nelle nostre stanze, l'ascensore è fuori servizio, ripide scale, che ricordano quelle della nave Tirrenia, ci aspettano per portarci al 2°, 3° e 4° piano, nella pedata della scala non c'è posto per il piede, saliamo col pericolo di ribaltarci all'indietro, con prudenza arriviamo ai nostri piani, poggiamo i bagagli e giù in strada, alla scoperta di Amsterdam.
Allegramente ci avviamo per le strade alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti, il nostro passeggiare disordinato disturba i numerossimi ciclisti presenti nelle vie del centro loro rigorosamente nella loro pista ciclabile, e ahimè anche noi, privi di freni e campanello ci sfiorano passandoci in ogni dove, ogni tanto ci mettiamo in ordine sui marciapiedi, ma dopo pochi minuti ci ritroviamo, all'interno delle piste ciclabili, tram veloci sferragliano sui binari al suono di una campanella che invita a fare attenzione, trovato un locale mangiamo un buon arrosto misto con qualche eccezione per il condimento non certo adatto (marmellata?) un boccale di birra e tante risate, decidiamo di avventurarci verso il pittoresco rione a luci rosse dove donne più o meno giovani fanno bella mostra di loro all'interno delle vetrine, assumendo atteggiamenti provocatori, fumi dolciastri raggiungono i nostri nasi anche noi in qualche modo prendiamo la nostra razione di cannabis, si rientra , è ora del ritiro domani ci aspetta la gara.
La domenica mattina passa tra ritiro pettorali, e allo stadio ad assistere all'arrivo della maratona, la giornata è nuvolosa, fredda ma non troppo per noi podisti delle ore 14.00, nell'arco di due ore siamo tutti al traguardo, eccitati e felici di aver partecipato a questo evento... il seguito è puro turismo, visitiamo la casa di Anna Frank, il museo di Van Gogh con i suoi celebri dipinti, e lunghe passeggiate per le strade della città, ed è già martedi! ...si rientra a casa, si programma già la prossima gara, sono felice di avere condiviso questa esperienza con un gruppo eccezionale di amici, spero sia stato così anche per loro!
Maurizio
1 commento:
Che bello, se ci ripenso viaggio di piacere e gara insieme: un connubio accattivante. Per me e Dario è un idillio, pure senza bambini. Amsterdam è molto bella: culturale, emancipata e ambientalista (con le sue numerose pisteb ciclabili), dalle sue notti hard. La compagnia è piacevole. Sono stata molto bene.
Il giorno della gara: che emozione, non vedo l'ora? Ce la farò a tenere il passo del mio cisiddetto ritmo gara per 21 Km (4,30/4,40), mai fatto! Mi fido di Tonino: lui conosce bene il suo mestiere da allenatore. Ci incoraggia sempre e valorizza le nostre prestazoni, nonostante siamo solo amatori: nel nostro piccolo questo è importante e ti fa sentire bene.
Comunque partiamo con l'idea del pranzo, decisivo prima della gare mangiare un bel piatto di riso! Ci avviamo verso il punto di partenza, ma ci vuole tempo, non solo per arrivare ma anche per il ritiro del pettorale. Nel frattempo stanno passando quelli della maratona: che toghi! Facciamo tifo.Tra un pò anche noi correremo là: l'adrenalina aumenta!
Ritiriamo il pettorale: ormai è tardi niente riso, un panino al volo e una banana. Sentiamo i tamburi e la musica, è oara di prepararci: c'è freddo, iniziamo a scaldarci, poi via. Ci avviamo tutti insieme io, Dario, Antonio, Maurizio e Mariano, mentre Diana e Giuseppina non le vedo più: ma so che si stanno avviando anche loro alla griglia di partenza.
Dario e Antonio, spariscono tra la folla: loro sono avanti di una griglia. Io, Maurizio e Mariano siamo nela stessa griglia: ci divincoliamo tra la folla e ho paur di perdere Maurizio, che mi dice "aggrappati alla maglietta", così faccio e mi fa ridere perchè sembro una scolaretta. In groglia balliamo, qualche battuta, mi sento il cuore in gola proprio com prima di dare gli esami. Ci fotografano Tonino e Marcella,che "partecipano" alla nostra gara! Allo start iniziamo a correre tutti stretti come sardine, pensando che poi troverai il tuo spazio (più o meno sì). Inoltre sono tutti o quasi alti e grossi. Siamo lenti, tentiamo di superare ma non è facile: una volta trovo un varco io e vado, una volta va avanti Maurizio e seguo. Ci cerchiamo: "sono qui". Mariano va avanti. Penso a Dario, per lui è la prima mezza maratona!
Mi sento in forma, tutti quegli atleti dal mondo: ti mette allegria e voglia di fare bene. Poi al 18° Km: che stanca! Lo dico a Mauri. Lui mi fa coraggio, ma gli dico di andare. Mi fa male la bolla al piede. Provo a controllare la mente che dice “stanca, stanca, stanca”, rallento di qualche secondo, poi leggo MENZIS 5 Km, e vado nel pallone “come 5 Km!! Ancora, ma allora ho sbagliato tutto. Non riesco neanche più a farmi i conti: sono in allagamento emotivo! Dentro il parco la gente fa il tifo, applaude: okay allora rallento. Fermarmi: giammai. Vedo ancora Mauri davanti a me.
Poi come l’assetato nel deserto: vedo l’oasi, lo stadio. Ma…allora sono arrivata!
Mi riapproprio del mio passo: che festa dentro lo stadio! I miei compagni, compreso mio marito, Tonino e Marcella mi stanno aspettando: 1.39.18, so che saranno fieri di me, almeno quanto lo sono io di me stessa!
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